Negli editoriali, mi sono sempre occupato fino ad ora di problematiche di carattere generale e ho sempre sorvolato sui problemi specifici che attengono al nostro territorio. Peraltro, si stanno avvicinando a grandi passi le elezioni per il comune di Faenza: non è più possibile, dunque, “volare alto” e prescindere dai problemi locali.
Partiamo dai risultati delle competizioni elettorali che si sono svolte in questi ultimi tempi nel Comprensorio faentino e nelle zone limitrofe. Un dato che le accomuna è il fatto che la conflittualità cronica che divide la classe dirigente del partito al quale facciamo riferimento ha determinato la vittoria della “sinistra” in comuni che potevano essere conquistati ove non fossimo stati danneggiati da deprecabili personalismi e giochi di potere. Va quindi chiamato a rispondere chi, direttamente o indirettamente, gestisce nella nostra zona il Popolo della libertà.
E' ora di smetterla di considerare la responsabilità politica come una sorta di rendita di posizione, tanto più forte quanto più il partito è lontano dalle responsabilità di amministrare le realtà locali. Chi amministra deve utilizzare tutte le migliori forze di cui dispone mentre, fino a quando si è minoranza, tutta la rendita di posizione che deriva dal fatto di essere l'opposizione, può restare tranquillamente nelle mani di una sola persona e di una ristretta cerchia di suoi amici. Il giocattolo peraltro ormai si è rotto, dato che la presenza della Lega si è fatta via via più consistente, per cui il PDL non è ormai più l'opposizione, ma una delle opposizioni. E' proprio il caso di dire allora che “per fortuna, la Lega c'è”. Altrimenti molta gente, disgustata dallo spettacolo che stiamo dando, si sarebbe rifugiata nell'astensione o sarebbe restata legata alla sinistra. Purtroppo però la presenza della Lega, da sola, non è in grado di strappare le amministrazioni locali alla consorteria catto-comunista dei cosiddetti “cattolici adulti”, che dispone di quel formidabile collante -tessera del pane- costituita dalle cooperative, dalle banche di area e dalla rete di complicità che avvolge chiunque nella nostra zona voglia comunque operare.
Non è possibile che non vi siano assemblee del PDL nelle quali si possa liberamente discutere dei problemi concreti, nelle quali possano affermarsi nuove idee e dalle quali possa emergere una vera e nuova classe dirigente. A ben poco servono le sporadiche cene, al termine delle quali solo la sola “nomenklatura” prende la parola, per lanciare il proprio verbo e sopratutto per riaffermare la propria presenza e il proprio potere.
Derivano proprio da questa situazione i sempre più frequenti, assurdi e improbabili insuccessi elettorali: prima a Riolo Terme; poi a Brisighella e a Castel Bolognese. Oggi l'insostenibilità della situazione si è resa ancor più palese confrontando i risultati delle elezioni europee con quello delle elezioni comunali, tenutesi nello stesso giorno: a strepitosi successi nelle europee, si sono infatti contrapposti risultati estremamente deludenti nelle elezioni comunali. Questa situazione si è determinata anche perchè, essendo le nostre zone divenute marginali, sotto il profilo della politica nazionale, proprio grazie ai comportamenti di una “nomenklatura” che ci ha chiusi in una vera e propria riserva indiana, nessun sostanziale intervento può venire da Roma.
Svegliamoci dunque!
Faenza, 24.6.09
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
Avv. Gian Piero Donati
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo alla riflessione dei cittadini e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio pensiero sulle tesi formulate e aprire così un fecondo dibattito.
giovedì 25 giugno 2009
domenica 21 dicembre 2008
La corsa allo sdoganamento degli eredi delle ideologie totalitarie
Il giovane Walter, notoriamente, non è mai stato comunista, nemmeno quando in quel partito ricopriva incarichi di vertice; è quindi chiaro che gli schizzi malefici dei crimini del comunismo non possano sfiorarlo nemmeno se, allorquando il Comunismo si macchiò dei peggiori crimini, i comunisti italiani si schierarono a sua difesa, senza che il buon Walter lanciasse nemmeno un flebile cinguettio di dissenso.
Oggi abbiamo un altro reduce che, molti anni dopo la dipartita di Mussolini, lo qualificò come “il più grande statista italiano del 900”, se non ricordo male. Oggi, il buon Fini continua a ritenere di doversi ancora sdoganare. Da quando poi è divenuto Presidente della Camera si dà un gran da fare per ricevere gli applausi delle sinistre, quasi che esse, dopo essere sprofondate nella questione morale fino al collo, avessero ancora quel potere taumaturgico di lavare ogni colpa del passato, al punto di far assurgere al rango di massimi sacerdoti della resistenza e dell'antifascismo coloro che si erano distinti per le loro collusioni col regime fascista, quando esso era in auge.
Caro Fini, sei maledettamente fuori tempo! Forse è colpa della maledizione che ha colpito i tuoi ultimi predecessori nella carica di Presidente della Camera: Irene Pivetti fa la presentatrice televisiva; Casini, sistematosi a casa Caltagirone, fa lo statista di accatto in un partito degli assessori che perde pezzi da tutte le parti; hai evidentemente deciso di fare la stessa fine: ma hai una nuova compagna che, se ha una storia, non può tuttavia servire da sponda per farti assurgere al Colle.
Che senso ha sostenere che la Chiesa non levò adeguate proteste contro le leggi razziali? Che doveva fare: dichiarare guerra allo stato italiano? Pio XI prese le distanze, e come, da quelle leggi e La Chiesa fece tutto il possibile per salvare moltissimi ebrei dalla deportazione!
O vuoi forse dire che il regime fascista del 1938 era una democrazia e che la Chiesa avrebbe potuto determinarne la sua caduta con un voto del libero parlamento? Eri un estimatore del regime fascista, ma proprio non pensavo che tu lo ritenessi anche una democrazia, nella quale la Chiesa e gli Italiani avrebbero potuto scendere liberamente in piazza per contrastare le leggi razziali.
Questa volta hai veramente esagerato! inoltrandoti in campi che non conosci e che la tua carica ti impedirebbe comunque di praticare, hai arrecato anche un grave vulnus alla democrazia italiana. E hai dato la prova provata del fatto che le massime cariche rappresentative dello stato, dalla Presidenza della Repubblica alla Presidenza delle camere, dovrebbero essere rigorosamente interdette a coloro che sono stati attivi sostenitori del comunismo o del fascismo.
Un caro saluto a tutti e tanti auguri per un felice Natale e un buon 2009!
Faenza, 21.12.08
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
( Avv. Gian Piero Donati)
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo alla riflessione dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio pensiero sulle tesi formulate aprendo così un fecondo dibattito.
Oggi abbiamo un altro reduce che, molti anni dopo la dipartita di Mussolini, lo qualificò come “il più grande statista italiano del 900”, se non ricordo male. Oggi, il buon Fini continua a ritenere di doversi ancora sdoganare. Da quando poi è divenuto Presidente della Camera si dà un gran da fare per ricevere gli applausi delle sinistre, quasi che esse, dopo essere sprofondate nella questione morale fino al collo, avessero ancora quel potere taumaturgico di lavare ogni colpa del passato, al punto di far assurgere al rango di massimi sacerdoti della resistenza e dell'antifascismo coloro che si erano distinti per le loro collusioni col regime fascista, quando esso era in auge.
Caro Fini, sei maledettamente fuori tempo! Forse è colpa della maledizione che ha colpito i tuoi ultimi predecessori nella carica di Presidente della Camera: Irene Pivetti fa la presentatrice televisiva; Casini, sistematosi a casa Caltagirone, fa lo statista di accatto in un partito degli assessori che perde pezzi da tutte le parti; hai evidentemente deciso di fare la stessa fine: ma hai una nuova compagna che, se ha una storia, non può tuttavia servire da sponda per farti assurgere al Colle.
Che senso ha sostenere che la Chiesa non levò adeguate proteste contro le leggi razziali? Che doveva fare: dichiarare guerra allo stato italiano? Pio XI prese le distanze, e come, da quelle leggi e La Chiesa fece tutto il possibile per salvare moltissimi ebrei dalla deportazione!
O vuoi forse dire che il regime fascista del 1938 era una democrazia e che la Chiesa avrebbe potuto determinarne la sua caduta con un voto del libero parlamento? Eri un estimatore del regime fascista, ma proprio non pensavo che tu lo ritenessi anche una democrazia, nella quale la Chiesa e gli Italiani avrebbero potuto scendere liberamente in piazza per contrastare le leggi razziali.
Questa volta hai veramente esagerato! inoltrandoti in campi che non conosci e che la tua carica ti impedirebbe comunque di praticare, hai arrecato anche un grave vulnus alla democrazia italiana. E hai dato la prova provata del fatto che le massime cariche rappresentative dello stato, dalla Presidenza della Repubblica alla Presidenza delle camere, dovrebbero essere rigorosamente interdette a coloro che sono stati attivi sostenitori del comunismo o del fascismo.
Un caro saluto a tutti e tanti auguri per un felice Natale e un buon 2009!
Faenza, 21.12.08
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
( Avv. Gian Piero Donati)
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo alla riflessione dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio pensiero sulle tesi formulate aprendo così un fecondo dibattito.
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giovedì 11 dicembre 2008
Gli incomprensibili "balletti" del Consiglio Superiore della Magistratura
Sappiamo tutti che il Consiglio superiore della Magistratura è un organo corporativo, che si pone essenzialmente il problema di accontentare le strutture burocratiche (correnti, se non addirittura partiti) che hanno portato alla politicizzazione della Magistratura, ovvero di quella parte di nullafacenti che hanno come unico scopo quello di avvalersi del loro status per fare carriera, grazie alle diverse correnti, per poi conquistare un posto al sole, vuoi nel CSM, vuoi nel mondo politico.
Il sullodato CSM mai si è fatto carico dei ritardi della giustizia, nemmeno di quelli che palesemente sono frutto di disorganizzazione interna, come quello di fissare la udienza di precisazione delle conclusioni a 5 o 6 anni dall'udienza in cui tale udienza è fissata, come avviene ora sistematicamente anche ad opera della Corte di Appello di Bologna: un caso esemplare, visto che nel periodo intermedio non può né deve essere compiuta attività alcuna; una situazione dunque di palese, intollerabile denegatio iustitiae.
Il sonnacchioso CSM, si è invece improvvisamente svegliato per l'intervenuta lotta tra bande denunciata dal Presidente della Repubblica, tra le Procure di Catanzaro e di Cosenza.
Non sembra peraltro essersi proprio curato della differente posizione delle due procure: quella di Cosenza ha il potere-dovere di istruire i procedimenti riguardanti i magistrati di Catanzaro, mentre quest'ultima non ha potere alcuno di istruire i procedimenti penali che riguardano i magistrati di Cosenza. La Procura di Salerno, dunque, legittimamente stava indagando su denunce presentate da De Magistris contro i suoi colleghi di Catanzaro, che lo avevano escluso, con l'aiuto dello stesso CSM, dalle indagini che riguardavano Prodi, Mastella e una lunga serie di esponenti politici delle regioni meridionali: per istruire il procedimento la Procura di Caserta aveva ovviamente bisogno di acquisire gli atti delle inchieste, atti che la Procura di Catanzaro si era rifiutata di consegnate da quasi un anno: di qui il sequestro, disposto dalla Procura di Cosenza, degli atti relativi: un atto che apparirebbe del tutto legittimo. Non altrettanto può dirsi della decisione dei P.M. Di Catanzaro di provvedere a loro volta al sequestro degli atti come sopra sequestrati, atto questo sicuramente anomalo e certamente inopportuno.
Il CSM, che parrebbe peraltro agire anch'esso in palese conflitto di interessi, non solo perchè ebbe a disporre a suo tempo il trasferimento di De Magistris, ma anche perchè in tutta la vicenda sembra poter essere coinvolto Mancino, che del CSM è il Vice-presidente, mostra di muoversi come Ponzio Pilato; ha così aperto un procedimento per incompatibilità ambientale sia nei riguardi dei magistrati di Cosenza che di quelli di Catanzaro. Un modo di agire inaccettabile che però avrà certamente l'effetto di portare al definitivo insabbiamento delle indagini avviate da De Magistris, sicuramente poco gradite da gran parte dei poteri forti della Magistratura e della politica.
Faenza, 10.12.08
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
( Avv. Gian Piero Donati)
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo ad interventi dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio parere sulle tesi così formulate, aprendo un dibattito che potrà poi intensificarsi nel tempo.
Il sullodato CSM mai si è fatto carico dei ritardi della giustizia, nemmeno di quelli che palesemente sono frutto di disorganizzazione interna, come quello di fissare la udienza di precisazione delle conclusioni a 5 o 6 anni dall'udienza in cui tale udienza è fissata, come avviene ora sistematicamente anche ad opera della Corte di Appello di Bologna: un caso esemplare, visto che nel periodo intermedio non può né deve essere compiuta attività alcuna; una situazione dunque di palese, intollerabile denegatio iustitiae.
Il sonnacchioso CSM, si è invece improvvisamente svegliato per l'intervenuta lotta tra bande denunciata dal Presidente della Repubblica, tra le Procure di Catanzaro e di Cosenza.
Non sembra peraltro essersi proprio curato della differente posizione delle due procure: quella di Cosenza ha il potere-dovere di istruire i procedimenti riguardanti i magistrati di Catanzaro, mentre quest'ultima non ha potere alcuno di istruire i procedimenti penali che riguardano i magistrati di Cosenza. La Procura di Salerno, dunque, legittimamente stava indagando su denunce presentate da De Magistris contro i suoi colleghi di Catanzaro, che lo avevano escluso, con l'aiuto dello stesso CSM, dalle indagini che riguardavano Prodi, Mastella e una lunga serie di esponenti politici delle regioni meridionali: per istruire il procedimento la Procura di Caserta aveva ovviamente bisogno di acquisire gli atti delle inchieste, atti che la Procura di Catanzaro si era rifiutata di consegnate da quasi un anno: di qui il sequestro, disposto dalla Procura di Cosenza, degli atti relativi: un atto che apparirebbe del tutto legittimo. Non altrettanto può dirsi della decisione dei P.M. Di Catanzaro di provvedere a loro volta al sequestro degli atti come sopra sequestrati, atto questo sicuramente anomalo e certamente inopportuno.
Il CSM, che parrebbe peraltro agire anch'esso in palese conflitto di interessi, non solo perchè ebbe a disporre a suo tempo il trasferimento di De Magistris, ma anche perchè in tutta la vicenda sembra poter essere coinvolto Mancino, che del CSM è il Vice-presidente, mostra di muoversi come Ponzio Pilato; ha così aperto un procedimento per incompatibilità ambientale sia nei riguardi dei magistrati di Cosenza che di quelli di Catanzaro. Un modo di agire inaccettabile che però avrà certamente l'effetto di portare al definitivo insabbiamento delle indagini avviate da De Magistris, sicuramente poco gradite da gran parte dei poteri forti della Magistratura e della politica.
Faenza, 10.12.08
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
( Avv. Gian Piero Donati)
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo ad interventi dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio parere sulle tesi così formulate, aprendo un dibattito che potrà poi intensificarsi nel tempo.
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