venerdì 23 aprile 2010

Era ora! Il vecchio politico giovanilista e intrallazzatore vada a tramare altrove!

Oggi parliamo di lui, di colui che è stato di volta in volta definito: “Il maestrino con lo stronzo in bocca”, “Dietro agli occhiali, niente” o “Mister Gaucci”; finalmente ha consumato lo strappo che forse consentirà a noi, nostalgici da sempre di De Gasperi e di Sturzo, di non avere più remore a votare PDL: il timore di far eleggere supporter del vecchio Fini ha infatti indotto molti a votare Lega, un partito che incarna valori chiari e privi di equivoci.

Il vecchio Fini si è infatti impegnato a fondo per indurre molti a votare Lega, l'unica scelta possibile per chi nulla voleva avere a che fare con la svolta giovanilistica del nostro. Nonostante tutto, Berlusconi ha vinto, anche grazie al fatto che il voto alla Lega era pur sempre un voto a sostegno della leadership di Berlusconi.

Qualcuno dice che non capisce la svolta attuata da “Dietro gli occhiali, niente”. Guardando bene i fatti le cose invece appaiono chiare. La finalità primaria che Fini si è posto da anni, dopo essere stato sdoganato dal “ghetto” in cui si trovava, è sempre stata una sola: quella di logorare l'immagine dell'unico vero leader di cui l'Italia oggi dispone, e cioè di Berlusconi.

Tanto emerse chiaramente, allorquando Fini cominciò a predicare la “discontinuità” assieme al “giovane” Casini. Pretese le dimissioni di Tremonti da ministro del tesoro e innescò così la parabola che portò poi alla vittoria del “Mortadella”. Prodi morto o agonizzante, non ricordo bene, Fini si oppose alla nascita del Popolo della libertà, bollando l'iniziativa di Berlusconi con un: ”Siamo alle comiche finali”. Essendosi poi accorto che nemmeno i suoi su quella strada l'avrebbero seguito, appena quindici giorni dopo, aderì al progetto, ripromettendosi peraltro di “far vedere i sorci verdi” non già al dollaro, come aveva scritto Prodi per l'euro, ma a Berlusconi. Incassata la nomina a Presidente della Camera, strinse un patto di ferro con Napolitano, il vero capo dell'opposizione, per mettere il PDL alle corde.

Quando poi la magistratura iniziò a indagare su tutti coloro che gli erano vicini, dalla moglie ai responsabili della sua segreteria, sbaraccò ogni rapporto pregresso; cambiò compagna e innescò una svolta giovanilistica che, casualmente o meno che sia, ha fatto sì che anche delle indagini giudiziarie di cui sopra non si sapesse più nulla.

E' così iniziato il gioco delle sue esternazioni giornaliere, su ogni possibile tema politico, esternazioni che proprio non si addicono a chi sia un mero nominato, e tali sono per antonomasia il Presidente della Camere, il Presidente del Senato e il Presidente della Repubblica. E ha continuato a fare giornalmente il controcanto a Berlusconi, sfruttando il rimbombo mediatico che la sua carica istituzionale gli assicura; un rimbombo che si giustifica peraltro solo col fatto che i soggetti nominati a tali cariche dovrebbero essere al di sopra delle contese politiche.

“Dietro gli occhiali, niente” contava su un rovescio di Berlusconi alle regionali: dopo aver sostanzialmente imposto molti candidati governatori, aveva poi avuto il buon gusto di abbandonarli al loro destino, di fronte alle difficoltà; ma Berlusconi li ha sostenuti e ha vinto.

Era così a fine corsa, ormai. “Il maestrino con lo stronzo in bocca” ha allora spregiudicatamente giocato l'intera posta, contando sui “mediatori” ad ogni costo che occupano le massime cariche istituzionali e i partiti. Berlusconi questa volta non si è però lasciato avvolgere nella ragnatela e, da vero leader, ha trionfato!

E' tempo dunque di voltar pagina e di lasciare il giovane Fini alla cura dei pargoli avuti dalla nuova compagna; la quale forse ha più numeri di lui per fare politica.

Faenza, 23.4. 2010

Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno - Faenza

venerdì 16 aprile 2010

IL CRISTIANESIMO E PAPA RATZINGHER

Oggi dovremmo di muovo parlare di quello strano soggetto della politica italiana che “sembra portare la testa in processione, quasi fosse un ostensorio”come mi sembra abbia assai appropriatamente scritto Perna in un articolo di qualche mese fa; ma è il mio compleanno, che stranamente coincide con quello di Benedetto XVI. Preferisco così scrivere qualcosa su di lui.

Quando i cardinali stavano entrando in conclave, il cardinale Ratzingher pronunciò un discorso memorabile, nel quale individuava il male dei mali della nostra società: il relativismo. E' un concetto sul quale dovremo tornare parlando di soggetti che hanno grande potere tra noi, ma che non meritano affatto la nostra stima, se non altro perché sono i primi responsabili della deriva buonista che sta portando l'Occidente tutto verso la catastrofica deriva e la inevitabile decadenza di cui sembrano compiacersi. Quella in cui siamo immersi è infatti sopratutto una crisi di valori di cui i primi a gioire sembrano poi essere proprio i cosiddetti “cattolici adulti”.

Considerato quanto sopra, non è difficile immaginare l'entusiasmo che mi colse nel sentire una condanna così netta del relativismo, solo temperata dal timore che una simile “uscita” costituisse un forte handicap per la nomina di Ratzingher al Sacro Soglio. Infatti quel discorso si poneva come un argine inusitato alla deriva culturale che aveva attecchito anche nella Chiesa, a causa di un'errata interpretazione dei decreti promulgati a seguito del Vaticano II.

Paolo VI, che aveva dovuto farsi carico del principale sforzo finalizzato a porre argine al peggio, forse proprio per questo finì per affermare addirittura che il demonio si era ormai infiltrato anche nella Chiesa. Poi venne Karol Wojtyla -Papa Giovanni Paolo II- che, col suo carisma, con la sua capacità comunicativa e con l'aiuto di collaboratori fidati, in primis proprio il cardinale Ratzingher, pose un argine insuperabile alla deriva che si era innescata. Direi così addirittura che Giovanni Paolo II è stato il tassello provvidenziale che ha posto le basi necessarie per combattere con forza il tarlo che mina alle radici la civiltà occidentale e che stava sconvolgendo le basi stesse su cui il Crisianesimo si regge.

In questo quadro non possiamo stupirci dell'attacco concentrico che Benedetto XVI sta subendo: la sparuta pattuglia ebraica che, grazie al potere economico di cui può valersi, ha una voce spropositata nella nostra società, del relativismo sembra essere il primo araldo; i Valdesi e le Chiese riformate aborrono qualsiasi vincolo al libero pensiero, ancorché esso sia incompatibile con qualsivoglia fede religiosa; gli islamisti, che continuano addirittura a rivendicare il diritto di occupare la Spagna e la Sicilia, non perdonano al Cristianesimo e al Papa di aver loro impedito di occupare Vienna e di conquistare Roma; oggi sono giunti, in Somalia, a vietare addirittura l'uso della campanella in classe, perchè sa troppo di Cristianesimo. Non parliamo poi dei regimi totalitari, tipo Corea del nord, Cina, Cuba e simili, che non possono accettare l'esistenza di una Verità che non provenga da loro stessi.

Così, proprio colui che per primo ha preso in mano la situazione e ha veramente combattuto ogni silenzio sui peccati, che ovviamente toccano anche uomini di Chiesa -che sono pur sempre uomini- si abbatte la condanna mediatica dei poteri forti e di coloro che si vedono come i nuovi Dei.

In questo giorno dunque vogliamo dire a Benedetto il nostro “grazie; grazie di esistere!”. Grazie dunque a te, Papa Ratzingher; e tanti cari auguri per una lunga Tua stagione al servizio nostro, della Chiesa e della stessa civiltà occidentale.

Faenza, 16.4. 2010

Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
(Avv. Gian Piero Donati)

lunedì 22 marzo 2010

IL MAESTRINO CON LO STRONZO IN BOCCA

Oggi parliamo di lui, oltre che delle elezioni, di lui che ha saltato a piè pari ogni precedente sua posizione ideologica, dopo il cambio di compagna che, sull'onda del famoso detto popolare gli scarti miei sono i trionfi tuoi, ha trovato i propri trionfi nei resti di quel tal Gaucci, già patron del Pescara calcio, di cui tanto i media si sono occupati. Tutti i gusti son gusti; e li rispettiamo.

Ci è invece restato indigesto il fatto che ci abbia definiti stronzi e che poi abbia ribadito, dopo alcune settimane, la legittimità istituzionale di tale qualificazione, che non ci risulta che i politici, e nemmeno Di Pietro, abbiano mai usato per gratificare chi non la pensa come loro. Per di più lo ha fatto attribuendo tale qualifica anche a se stesso, o meglio a quella parte di sé quale si è pubblicamente manifestata per circa mezzo secolo. Riteniamo quindi di poterlo legittimamente individuare, da ora in poi, quale Il maestrino con lo stronzo in bocca.

In più, il soggetto di cui ci occupiamo occupa una importante carica istituzionale, è visto da taluni come il ventriloquo di Napolitano, nel senso che sarebbe abituato ad esprimere il pensiero di quest'ultimo sugli argomenti più diversi, ogni qualvolta questi richiedano posizioni forti, che il presidente non ritienga consone alla propria alta funzione.

Vi chiederete perché mai abbiamo la presunzione che Il maestrino abbia inteso riferirsi proprio a noi quando ha affermato che stronzi sono tutti coloro che ritengono che, chi appartiene a un'altra cultura o ad un'altra razza, sia diverso da noi. No, signori, non è presunzione la nostra! Il maestrino con lo stronzo in bocca ha infatti appiccicato quella etichetta a tutti coloro che ritengono che, nel mondo, vi siano popoli e culture diverse tra loro e che ciascun popolo abbia il diritto di rivendicare la propria e di considerarla persino superiore a quella di un altro o, addirittura, a quella degli altri.

Ebbene, noi la pensiamo proprio così: siamo orgogliosi della cultura che ci è venuta dai nostri padri; siamo fieri che la stessa si incardini sul filone giudaico-cristiano che ebbe ad innestarsi, nella pienezza dei tempi, sulla cultura greco-romana. Diciamo di più: riteniamo la nostra cultura di gran lunga superiore a quella di altri popoli e di altre genti che ancora fanno riferimento a impostazioni che, a voler essere buoni, risalgono al medio-evo; senza con ciò voler minimamente negare la validità dei molti valori che ci sono venuti dall'evo di mezzo.

Lo disse il Cardinale Biffi, alcuni anni fa: talune culture sono decisamente incompatibili con la nostra e la loro diffusione tra noi finirà per causare tensioni difficilmente superabili. Di nostro, aggiungiamo che ci ribelliamo a quella che è una vera e propria invasione, da parte di gente che ci è ostile, che avviene approfittando del nostro insulso buonismo e della nostra ignavia; una invasione che finisce proprio per questo per essere assai più pericolosa di quella che fu bloccata alle porte di Vienna; e con la battaglia di Lepanto del 7.10.1571.

Il maestrino con lo stronzo in bocca non è stato presente alla grande manifestazione svoltasi a Roma il 21.3.2010; dice che deve preservare la sua terzietà; ma non passa giorno senza che egli pontifichi su tutto; forse ha capito che sarebbe stato accolto con bordate di fischi, come a Gubbio. Comunque la sua assenza è stata un bene, visto che con lui occorre assolutamente chiudere ogni rapporto.

Ora pensiamo alle elezioni; qui da noi abbiamo anche la fortuna di poter scegliere. Chi non potesse votare per il Popolo della libertà, per non vuol correre il rischio di concorrere alla elezione di supporter del beneamato Fini o per altre ragioni, potrà votare per la Lega: un partito che ha acquistato, con le splendide prove fornite dai suoi ministri, piena legittimità, come lo stesso Berlusconi ha riconosciuto. Anche in questo caso infatti il suo voto favorirà l'elezione a sindaco di Faenza di Minardi e a governatore dell'Emilia-Romagna della Bernini.

Occorre comunque votare e spingere tutti a votare perché, con la sinistra che ci ritroviamo, non possiamo fallire, nelle prossime elezioni del 28-29 marzo.

Faenza, 22 marzo 2010

Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
Avv. Gian Piero Donati