Ho partecipato quest'anno, per la prima volta, alla tre giorni tenutasi a Gubbio, ormai nota come “Scuola di Gubbio” per quadri e dirigenti del Popolo della libertà. Tre giornate intense, alle quali hanno partecipato i maggiori esponenti del partito.
Fini era stato invitato solo per porgere un saluto, quale Presidente della Camera dei deputati.
Violando tutte le regole che la terza carica dello Stato ha sempre rispettato, Fini ha approfittato dell'occasione, non già per salutare i partecipanti, ma per svolgere una sorta di “relazione”, tutta politica, con la quale ha attaccato tutto e tutti; si è contrapposto alle linee di fondo presentate in campagna elettorale, e votate dagli elettori; ha sostenuto una linea politica alternativa in tutto; e ha pesantemente contestato il pesante lavoro svolto dai tre coordinatori, che hanno dovuto occuparsi, in poco più di un anno, di due lunghe, difficili e vittoriose campagne elettorali, oltre che di porre le basi della struttura organizzativa del nuovo partito.
Visto quanto sopra, lo avremmo sommerso di fischi se non fosse stato per il fatto che la stampa, presente in massa, avrebbe utilizzato una contestazione aperta in modo strumentale.
L'uscita di Fini è stata demenziale: evidentemente egli ritiene che Berlusconi debba gestire i mezzi di informazione, su cui ha qualche influenza, come lui fa con Farefuturo e col Secolo. Per Berlusconi i mezzi di informazione debbono invece stare sul mercato e dal mercato debbono trarre legittimazione, come lo stesso Mentana ha dovuto riconoscere. Sono strumenti, insomma, che debbono reggersi economicamente sulle proprie gambe: e di ciò solo chi li dirige deve rendere conto! L'attacco di Feltri su Il Giornale è stato così vissuto da Fini come atto di lesa maestà, con la reazione propria di chi ha una visione totalitaria della vita: nonostante i suoi sforzi, dunque, Fini forse è riuscito a “sdoganarsi” dalle sue idee totalitarie davanti all'opinione pubblica; ma il totalitarismo delle sue idee è rimasto in lui quello di un tempo. Così, ai miei occhi, Fini ha perso ogni autorevolezza, sia come uomo che come politico.
Sotto il profilo politico il comportamento di Fini appare, del resto, ancora più grave; anche a voler sorvolare sulla gravità del disprezzo che Fini ha dimostrato per le impostazioni sulla base delle quali egli stesso è stato eletto, sono sconvolgenti gli effetti che la sua uscita ha sulla credibilità del PDL. Come potrà un elettore, che crede nelle impostazioni che Berlusconi ha dato in campagna elettorale, contribuire in futuro alla elezione di un Fini, e di coloro che a lui facciano riferimento, quando hanno la possibilità di optare per un voto alla Lega, che invece ha dimostrato in Parlamento di osservare rigorosamente i patti stretti in campagna elettorale col PDL?
Può anche darsi che Fini intenda porsi come leader di quel partito radicale di massa, che costituisce l'unica alternativa reale al PDL, visto che, questa e solo questa, è la linea che il PD può imboccare per porsi come reale alternativa di governo. Solo se questo è l'obiettivo che Fini si pone, il suo comportamento può essere rivalutato, sia pur solo sotto un profilo strettamente politico: ma allora possiamo ben dire che Feltri ha reso al “compagno Fini” un autentico omaggio col proprio articolo, avendolo rivalutato come uomo politico, in un certo qual senso “coraggioso”, ancorché prono ai canoni di quella vecchia politica che auspicavamo fosse stata ormai sepolta per sempre.
Faenza, 15.9.09
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
(Avv. Gian Piero Donati)
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo alla riflessione dei cittadini e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio pensiero sulle tesi formulate e aprire così un fecondo dibattito.
mercoledì 16 settembre 2009
giovedì 25 giugno 2009
Le elezioni Comunali nel comprensorio Faentino
Negli editoriali, mi sono sempre occupato fino ad ora di problematiche di carattere generale e ho sempre sorvolato sui problemi specifici che attengono al nostro territorio. Peraltro, si stanno avvicinando a grandi passi le elezioni per il comune di Faenza: non è più possibile, dunque, “volare alto” e prescindere dai problemi locali.
Partiamo dai risultati delle competizioni elettorali che si sono svolte in questi ultimi tempi nel Comprensorio faentino e nelle zone limitrofe. Un dato che le accomuna è il fatto che la conflittualità cronica che divide la classe dirigente del partito al quale facciamo riferimento ha determinato la vittoria della “sinistra” in comuni che potevano essere conquistati ove non fossimo stati danneggiati da deprecabili personalismi e giochi di potere. Va quindi chiamato a rispondere chi, direttamente o indirettamente, gestisce nella nostra zona il Popolo della libertà.
E' ora di smetterla di considerare la responsabilità politica come una sorta di rendita di posizione, tanto più forte quanto più il partito è lontano dalle responsabilità di amministrare le realtà locali. Chi amministra deve utilizzare tutte le migliori forze di cui dispone mentre, fino a quando si è minoranza, tutta la rendita di posizione che deriva dal fatto di essere l'opposizione, può restare tranquillamente nelle mani di una sola persona e di una ristretta cerchia di suoi amici. Il giocattolo peraltro ormai si è rotto, dato che la presenza della Lega si è fatta via via più consistente, per cui il PDL non è ormai più l'opposizione, ma una delle opposizioni. E' proprio il caso di dire allora che “per fortuna, la Lega c'è”. Altrimenti molta gente, disgustata dallo spettacolo che stiamo dando, si sarebbe rifugiata nell'astensione o sarebbe restata legata alla sinistra. Purtroppo però la presenza della Lega, da sola, non è in grado di strappare le amministrazioni locali alla consorteria catto-comunista dei cosiddetti “cattolici adulti”, che dispone di quel formidabile collante -tessera del pane- costituita dalle cooperative, dalle banche di area e dalla rete di complicità che avvolge chiunque nella nostra zona voglia comunque operare.
Non è possibile che non vi siano assemblee del PDL nelle quali si possa liberamente discutere dei problemi concreti, nelle quali possano affermarsi nuove idee e dalle quali possa emergere una vera e nuova classe dirigente. A ben poco servono le sporadiche cene, al termine delle quali solo la sola “nomenklatura” prende la parola, per lanciare il proprio verbo e sopratutto per riaffermare la propria presenza e il proprio potere.
Derivano proprio da questa situazione i sempre più frequenti, assurdi e improbabili insuccessi elettorali: prima a Riolo Terme; poi a Brisighella e a Castel Bolognese. Oggi l'insostenibilità della situazione si è resa ancor più palese confrontando i risultati delle elezioni europee con quello delle elezioni comunali, tenutesi nello stesso giorno: a strepitosi successi nelle europee, si sono infatti contrapposti risultati estremamente deludenti nelle elezioni comunali. Questa situazione si è determinata anche perchè, essendo le nostre zone divenute marginali, sotto il profilo della politica nazionale, proprio grazie ai comportamenti di una “nomenklatura” che ci ha chiusi in una vera e propria riserva indiana, nessun sostanziale intervento può venire da Roma.
Svegliamoci dunque!
Faenza, 24.6.09
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
Avv. Gian Piero Donati
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo alla riflessione dei cittadini e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio pensiero sulle tesi formulate e aprire così un fecondo dibattito.
Partiamo dai risultati delle competizioni elettorali che si sono svolte in questi ultimi tempi nel Comprensorio faentino e nelle zone limitrofe. Un dato che le accomuna è il fatto che la conflittualità cronica che divide la classe dirigente del partito al quale facciamo riferimento ha determinato la vittoria della “sinistra” in comuni che potevano essere conquistati ove non fossimo stati danneggiati da deprecabili personalismi e giochi di potere. Va quindi chiamato a rispondere chi, direttamente o indirettamente, gestisce nella nostra zona il Popolo della libertà.
E' ora di smetterla di considerare la responsabilità politica come una sorta di rendita di posizione, tanto più forte quanto più il partito è lontano dalle responsabilità di amministrare le realtà locali. Chi amministra deve utilizzare tutte le migliori forze di cui dispone mentre, fino a quando si è minoranza, tutta la rendita di posizione che deriva dal fatto di essere l'opposizione, può restare tranquillamente nelle mani di una sola persona e di una ristretta cerchia di suoi amici. Il giocattolo peraltro ormai si è rotto, dato che la presenza della Lega si è fatta via via più consistente, per cui il PDL non è ormai più l'opposizione, ma una delle opposizioni. E' proprio il caso di dire allora che “per fortuna, la Lega c'è”. Altrimenti molta gente, disgustata dallo spettacolo che stiamo dando, si sarebbe rifugiata nell'astensione o sarebbe restata legata alla sinistra. Purtroppo però la presenza della Lega, da sola, non è in grado di strappare le amministrazioni locali alla consorteria catto-comunista dei cosiddetti “cattolici adulti”, che dispone di quel formidabile collante -tessera del pane- costituita dalle cooperative, dalle banche di area e dalla rete di complicità che avvolge chiunque nella nostra zona voglia comunque operare.
Non è possibile che non vi siano assemblee del PDL nelle quali si possa liberamente discutere dei problemi concreti, nelle quali possano affermarsi nuove idee e dalle quali possa emergere una vera e nuova classe dirigente. A ben poco servono le sporadiche cene, al termine delle quali solo la sola “nomenklatura” prende la parola, per lanciare il proprio verbo e sopratutto per riaffermare la propria presenza e il proprio potere.
Derivano proprio da questa situazione i sempre più frequenti, assurdi e improbabili insuccessi elettorali: prima a Riolo Terme; poi a Brisighella e a Castel Bolognese. Oggi l'insostenibilità della situazione si è resa ancor più palese confrontando i risultati delle elezioni europee con quello delle elezioni comunali, tenutesi nello stesso giorno: a strepitosi successi nelle europee, si sono infatti contrapposti risultati estremamente deludenti nelle elezioni comunali. Questa situazione si è determinata anche perchè, essendo le nostre zone divenute marginali, sotto il profilo della politica nazionale, proprio grazie ai comportamenti di una “nomenklatura” che ci ha chiusi in una vera e propria riserva indiana, nessun sostanziale intervento può venire da Roma.
Svegliamoci dunque!
Faenza, 24.6.09
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
Avv. Gian Piero Donati
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo alla riflessione dei cittadini e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio pensiero sulle tesi formulate e aprire così un fecondo dibattito.
domenica 21 dicembre 2008
La corsa allo sdoganamento degli eredi delle ideologie totalitarie
Il giovane Walter, notoriamente, non è mai stato comunista, nemmeno quando in quel partito ricopriva incarichi di vertice; è quindi chiaro che gli schizzi malefici dei crimini del comunismo non possano sfiorarlo nemmeno se, allorquando il Comunismo si macchiò dei peggiori crimini, i comunisti italiani si schierarono a sua difesa, senza che il buon Walter lanciasse nemmeno un flebile cinguettio di dissenso.
Oggi abbiamo un altro reduce che, molti anni dopo la dipartita di Mussolini, lo qualificò come “il più grande statista italiano del 900”, se non ricordo male. Oggi, il buon Fini continua a ritenere di doversi ancora sdoganare. Da quando poi è divenuto Presidente della Camera si dà un gran da fare per ricevere gli applausi delle sinistre, quasi che esse, dopo essere sprofondate nella questione morale fino al collo, avessero ancora quel potere taumaturgico di lavare ogni colpa del passato, al punto di far assurgere al rango di massimi sacerdoti della resistenza e dell'antifascismo coloro che si erano distinti per le loro collusioni col regime fascista, quando esso era in auge.
Caro Fini, sei maledettamente fuori tempo! Forse è colpa della maledizione che ha colpito i tuoi ultimi predecessori nella carica di Presidente della Camera: Irene Pivetti fa la presentatrice televisiva; Casini, sistematosi a casa Caltagirone, fa lo statista di accatto in un partito degli assessori che perde pezzi da tutte le parti; hai evidentemente deciso di fare la stessa fine: ma hai una nuova compagna che, se ha una storia, non può tuttavia servire da sponda per farti assurgere al Colle.
Che senso ha sostenere che la Chiesa non levò adeguate proteste contro le leggi razziali? Che doveva fare: dichiarare guerra allo stato italiano? Pio XI prese le distanze, e come, da quelle leggi e La Chiesa fece tutto il possibile per salvare moltissimi ebrei dalla deportazione!
O vuoi forse dire che il regime fascista del 1938 era una democrazia e che la Chiesa avrebbe potuto determinarne la sua caduta con un voto del libero parlamento? Eri un estimatore del regime fascista, ma proprio non pensavo che tu lo ritenessi anche una democrazia, nella quale la Chiesa e gli Italiani avrebbero potuto scendere liberamente in piazza per contrastare le leggi razziali.
Questa volta hai veramente esagerato! inoltrandoti in campi che non conosci e che la tua carica ti impedirebbe comunque di praticare, hai arrecato anche un grave vulnus alla democrazia italiana. E hai dato la prova provata del fatto che le massime cariche rappresentative dello stato, dalla Presidenza della Repubblica alla Presidenza delle camere, dovrebbero essere rigorosamente interdette a coloro che sono stati attivi sostenitori del comunismo o del fascismo.
Un caro saluto a tutti e tanti auguri per un felice Natale e un buon 2009!
Faenza, 21.12.08
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
( Avv. Gian Piero Donati)
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo alla riflessione dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio pensiero sulle tesi formulate aprendo così un fecondo dibattito.
Oggi abbiamo un altro reduce che, molti anni dopo la dipartita di Mussolini, lo qualificò come “il più grande statista italiano del 900”, se non ricordo male. Oggi, il buon Fini continua a ritenere di doversi ancora sdoganare. Da quando poi è divenuto Presidente della Camera si dà un gran da fare per ricevere gli applausi delle sinistre, quasi che esse, dopo essere sprofondate nella questione morale fino al collo, avessero ancora quel potere taumaturgico di lavare ogni colpa del passato, al punto di far assurgere al rango di massimi sacerdoti della resistenza e dell'antifascismo coloro che si erano distinti per le loro collusioni col regime fascista, quando esso era in auge.
Caro Fini, sei maledettamente fuori tempo! Forse è colpa della maledizione che ha colpito i tuoi ultimi predecessori nella carica di Presidente della Camera: Irene Pivetti fa la presentatrice televisiva; Casini, sistematosi a casa Caltagirone, fa lo statista di accatto in un partito degli assessori che perde pezzi da tutte le parti; hai evidentemente deciso di fare la stessa fine: ma hai una nuova compagna che, se ha una storia, non può tuttavia servire da sponda per farti assurgere al Colle.
Che senso ha sostenere che la Chiesa non levò adeguate proteste contro le leggi razziali? Che doveva fare: dichiarare guerra allo stato italiano? Pio XI prese le distanze, e come, da quelle leggi e La Chiesa fece tutto il possibile per salvare moltissimi ebrei dalla deportazione!
O vuoi forse dire che il regime fascista del 1938 era una democrazia e che la Chiesa avrebbe potuto determinarne la sua caduta con un voto del libero parlamento? Eri un estimatore del regime fascista, ma proprio non pensavo che tu lo ritenessi anche una democrazia, nella quale la Chiesa e gli Italiani avrebbero potuto scendere liberamente in piazza per contrastare le leggi razziali.
Questa volta hai veramente esagerato! inoltrandoti in campi che non conosci e che la tua carica ti impedirebbe comunque di praticare, hai arrecato anche un grave vulnus alla democrazia italiana. E hai dato la prova provata del fatto che le massime cariche rappresentative dello stato, dalla Presidenza della Repubblica alla Presidenza delle camere, dovrebbero essere rigorosamente interdette a coloro che sono stati attivi sostenitori del comunismo o del fascismo.
Un caro saluto a tutti e tanti auguri per un felice Natale e un buon 2009!
Faenza, 21.12.08
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
( Avv. Gian Piero Donati)
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo alla riflessione dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio pensiero sulle tesi formulate aprendo così un fecondo dibattito.
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