lunedì 22 marzo 2010

IL MAESTRINO CON LO STRONZO IN BOCCA

Oggi parliamo di lui, oltre che delle elezioni, di lui che ha saltato a piè pari ogni precedente sua posizione ideologica, dopo il cambio di compagna che, sull'onda del famoso detto popolare gli scarti miei sono i trionfi tuoi, ha trovato i propri trionfi nei resti di quel tal Gaucci, già patron del Pescara calcio, di cui tanto i media si sono occupati. Tutti i gusti son gusti; e li rispettiamo.

Ci è invece restato indigesto il fatto che ci abbia definiti stronzi e che poi abbia ribadito, dopo alcune settimane, la legittimità istituzionale di tale qualificazione, che non ci risulta che i politici, e nemmeno Di Pietro, abbiano mai usato per gratificare chi non la pensa come loro. Per di più lo ha fatto attribuendo tale qualifica anche a se stesso, o meglio a quella parte di sé quale si è pubblicamente manifestata per circa mezzo secolo. Riteniamo quindi di poterlo legittimamente individuare, da ora in poi, quale Il maestrino con lo stronzo in bocca.

In più, il soggetto di cui ci occupiamo occupa una importante carica istituzionale, è visto da taluni come il ventriloquo di Napolitano, nel senso che sarebbe abituato ad esprimere il pensiero di quest'ultimo sugli argomenti più diversi, ogni qualvolta questi richiedano posizioni forti, che il presidente non ritienga consone alla propria alta funzione.

Vi chiederete perché mai abbiamo la presunzione che Il maestrino abbia inteso riferirsi proprio a noi quando ha affermato che stronzi sono tutti coloro che ritengono che, chi appartiene a un'altra cultura o ad un'altra razza, sia diverso da noi. No, signori, non è presunzione la nostra! Il maestrino con lo stronzo in bocca ha infatti appiccicato quella etichetta a tutti coloro che ritengono che, nel mondo, vi siano popoli e culture diverse tra loro e che ciascun popolo abbia il diritto di rivendicare la propria e di considerarla persino superiore a quella di un altro o, addirittura, a quella degli altri.

Ebbene, noi la pensiamo proprio così: siamo orgogliosi della cultura che ci è venuta dai nostri padri; siamo fieri che la stessa si incardini sul filone giudaico-cristiano che ebbe ad innestarsi, nella pienezza dei tempi, sulla cultura greco-romana. Diciamo di più: riteniamo la nostra cultura di gran lunga superiore a quella di altri popoli e di altre genti che ancora fanno riferimento a impostazioni che, a voler essere buoni, risalgono al medio-evo; senza con ciò voler minimamente negare la validità dei molti valori che ci sono venuti dall'evo di mezzo.

Lo disse il Cardinale Biffi, alcuni anni fa: talune culture sono decisamente incompatibili con la nostra e la loro diffusione tra noi finirà per causare tensioni difficilmente superabili. Di nostro, aggiungiamo che ci ribelliamo a quella che è una vera e propria invasione, da parte di gente che ci è ostile, che avviene approfittando del nostro insulso buonismo e della nostra ignavia; una invasione che finisce proprio per questo per essere assai più pericolosa di quella che fu bloccata alle porte di Vienna; e con la battaglia di Lepanto del 7.10.1571.

Il maestrino con lo stronzo in bocca non è stato presente alla grande manifestazione svoltasi a Roma il 21.3.2010; dice che deve preservare la sua terzietà; ma non passa giorno senza che egli pontifichi su tutto; forse ha capito che sarebbe stato accolto con bordate di fischi, come a Gubbio. Comunque la sua assenza è stata un bene, visto che con lui occorre assolutamente chiudere ogni rapporto.

Ora pensiamo alle elezioni; qui da noi abbiamo anche la fortuna di poter scegliere. Chi non potesse votare per il Popolo della libertà, per non vuol correre il rischio di concorrere alla elezione di supporter del beneamato Fini o per altre ragioni, potrà votare per la Lega: un partito che ha acquistato, con le splendide prove fornite dai suoi ministri, piena legittimità, come lo stesso Berlusconi ha riconosciuto. Anche in questo caso infatti il suo voto favorirà l'elezione a sindaco di Faenza di Minardi e a governatore dell'Emilia-Romagna della Bernini.

Occorre comunque votare e spingere tutti a votare perché, con la sinistra che ci ritroviamo, non possiamo fallire, nelle prossime elezioni del 28-29 marzo.

Faenza, 22 marzo 2010

Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
Avv. Gian Piero Donati

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