Oggi parliamo di lui, di colui che è stato di volta in volta definito: “Il maestrino con lo stronzo in bocca”, “Dietro agli occhiali, niente” o “Mister Gaucci”; finalmente ha consumato lo strappo che forse consentirà a noi, nostalgici da sempre di De Gasperi e di Sturzo, di non avere più remore a votare PDL: il timore di far eleggere supporter del vecchio Fini ha infatti indotto molti a votare Lega, un partito che incarna valori chiari e privi di equivoci.
Il vecchio Fini si è infatti impegnato a fondo per indurre molti a votare Lega, l'unica scelta possibile per chi nulla voleva avere a che fare con la svolta giovanilistica del nostro. Nonostante tutto, Berlusconi ha vinto, anche grazie al fatto che il voto alla Lega era pur sempre un voto a sostegno della leadership di Berlusconi.
Qualcuno dice che non capisce la svolta attuata da “Dietro gli occhiali, niente”. Guardando bene i fatti le cose invece appaiono chiare. La finalità primaria che Fini si è posto da anni, dopo essere stato sdoganato dal “ghetto” in cui si trovava, è sempre stata una sola: quella di logorare l'immagine dell'unico vero leader di cui l'Italia oggi dispone, e cioè di Berlusconi.
Tanto emerse chiaramente, allorquando Fini cominciò a predicare la “discontinuità” assieme al “giovane” Casini. Pretese le dimissioni di Tremonti da ministro del tesoro e innescò così la parabola che portò poi alla vittoria del “Mortadella”. Prodi morto o agonizzante, non ricordo bene, Fini si oppose alla nascita del Popolo della libertà, bollando l'iniziativa di Berlusconi con un: ”Siamo alle comiche finali”. Essendosi poi accorto che nemmeno i suoi su quella strada l'avrebbero seguito, appena quindici giorni dopo, aderì al progetto, ripromettendosi peraltro di “far vedere i sorci verdi” non già al dollaro, come aveva scritto Prodi per l'euro, ma a Berlusconi. Incassata la nomina a Presidente della Camera, strinse un patto di ferro con Napolitano, il vero capo dell'opposizione, per mettere il PDL alle corde.
Quando poi la magistratura iniziò a indagare su tutti coloro che gli erano vicini, dalla moglie ai responsabili della sua segreteria, sbaraccò ogni rapporto pregresso; cambiò compagna e innescò una svolta giovanilistica che, casualmente o meno che sia, ha fatto sì che anche delle indagini giudiziarie di cui sopra non si sapesse più nulla.
E' così iniziato il gioco delle sue esternazioni giornaliere, su ogni possibile tema politico, esternazioni che proprio non si addicono a chi sia un mero nominato, e tali sono per antonomasia il Presidente della Camere, il Presidente del Senato e il Presidente della Repubblica. E ha continuato a fare giornalmente il controcanto a Berlusconi, sfruttando il rimbombo mediatico che la sua carica istituzionale gli assicura; un rimbombo che si giustifica peraltro solo col fatto che i soggetti nominati a tali cariche dovrebbero essere al di sopra delle contese politiche.
“Dietro gli occhiali, niente” contava su un rovescio di Berlusconi alle regionali: dopo aver sostanzialmente imposto molti candidati governatori, aveva poi avuto il buon gusto di abbandonarli al loro destino, di fronte alle difficoltà; ma Berlusconi li ha sostenuti e ha vinto.
Era così a fine corsa, ormai. “Il maestrino con lo stronzo in bocca” ha allora spregiudicatamente giocato l'intera posta, contando sui “mediatori” ad ogni costo che occupano le massime cariche istituzionali e i partiti. Berlusconi questa volta non si è però lasciato avvolgere nella ragnatela e, da vero leader, ha trionfato!
E' tempo dunque di voltar pagina e di lasciare il giovane Fini alla cura dei pargoli avuti dalla nuova compagna; la quale forse ha più numeri di lui per fare politica.
Faenza, 23.4. 2010
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno - Faenza
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