giovedì 11 dicembre 2008

Gli incomprensibili "balletti" del Consiglio Superiore della Magistratura

Sappiamo tutti che il Consiglio superiore della Magistratura è un organo corporativo, che si pone essenzialmente il problema di accontentare le strutture burocratiche (correnti, se non addirittura partiti) che hanno portato alla politicizzazione della Magistratura, ovvero di quella parte di nullafacenti che hanno come unico scopo quello di avvalersi del loro status per fare carriera, grazie alle diverse correnti, per poi conquistare un posto al sole, vuoi nel CSM, vuoi nel mondo politico.


Il sullodato CSM mai si è fatto carico dei ritardi della giustizia, nemmeno di quelli che palesemente sono frutto di disorganizzazione interna, come quello di fissare la udienza di precisazione delle conclusioni a 5 o 6 anni dall'udienza in cui tale udienza è fissata, come avviene ora sistematicamente anche ad opera della Corte di Appello di Bologna: un caso esemplare, visto che nel periodo intermedio non può né deve essere compiuta attività alcuna; una situazione dunque di palese, intollerabile denegatio iustitiae.


Il sonnacchioso CSM, si è invece improvvisamente svegliato per l'intervenuta lotta tra bande denunciata dal Presidente della Repubblica, tra le Procure di Catanzaro e di Cosenza.


Non sembra peraltro essersi proprio curato della differente posizione delle due procure: quella di Cosenza ha il potere-dovere di istruire i procedimenti riguardanti i magistrati di Catanzaro, mentre quest'ultima non ha potere alcuno di istruire i procedimenti penali che riguardano i magistrati di Cosenza. La Procura di Salerno, dunque, legittimamente stava indagando su denunce presentate da De Magistris contro i suoi colleghi di Catanzaro, che lo avevano escluso, con l'aiuto dello stesso CSM, dalle indagini che riguardavano Prodi, Mastella e una lunga serie di esponenti politici delle regioni meridionali: per istruire il procedimento la Procura di Caserta aveva ovviamente bisogno di acquisire gli atti delle inchieste, atti che la Procura di Catanzaro si era rifiutata di consegnate da quasi un anno: di qui il sequestro, disposto dalla Procura di Cosenza, degli atti relativi: un atto che apparirebbe del tutto legittimo. Non altrettanto può dirsi della decisione dei P.M. Di Catanzaro di provvedere a loro volta al sequestro degli atti come sopra sequestrati, atto questo sicuramente anomalo e certamente inopportuno.


Il CSM, che parrebbe peraltro agire anch'esso in palese conflitto di interessi, non solo perchè ebbe a disporre a suo tempo il trasferimento di De Magistris, ma anche perchè in tutta la vicenda sembra poter essere coinvolto Mancino, che del CSM è il Vice-presidente, mostra di muoversi come Ponzio Pilato; ha così aperto un procedimento per incompatibilità ambientale sia nei riguardi dei magistrati di Cosenza che di quelli di Catanzaro. Un modo di agire inaccettabile che però avrà certamente l'effetto di portare al definitivo insabbiamento delle indagini avviate da De Magistris, sicuramente poco gradite da gran parte dei poteri forti della Magistratura e della politica.

Faenza, 10.12.08

Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno

( Avv. Gian Piero Donati)

N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo ad interventi dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio parere sulle tesi così formulate, aprendo un dibattito che potrà poi intensificarsi nel tempo.

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