martedì 13 maggio 2008

IL NOSTRO SISTEMA ISTITUZIONALE STA GIA' CAMBIANDO

Voglio qui richiamarmi a una riflessione di Baget Bozzo apparsa su il Giornale del 10/5/2008 Il fatto che il Presidente del Consiglio, indicato dal Corpo elettorale il 13 e 14 giugno, abbia potuto presentare, nel primo giorno utile e in occasione della prima convocazione da parte del Presidente della Repubblica, la lista dei ministri e ottenerne l'avvallo del Presidente della Repubblica, ha determinato una svolta, non solo nella prassi costituzionale, ma addirittura nella gerarchia dei poteri all'interno della Repubblica.

Napolitano, scrive Baget Bozzo, "proprio perchè è stato comunista", a differenza dei due presidenti che lo hanno preceduto, ha il senso del popolo e della realtà e capisce la politica. E' il primo che ha inteso come le stesse consultazioni al Quirinale, con una vittoria così netta, era un retaggio del sistema monarchico dei Savoia. E' il primo Presidente della repubblica che ha capito il cambio della politica e ha scelto di usare dei suoi poteri limitandoli, che non ha né la faziosità di Scalfaro né l'ambizione di Ciampi di unire attorno a sé e alla moglie il sentimento della nazione come se egli fosse un re e la moglie una regina. Con Napolitano entriamo finalmente in una repubblica repubblicana.

Da tutto ciò riteniamo conseguono anche i successivi interventi di Napolitano, in linea coi sentimenti espressi dall'elettorato: l'alt! allo stragismo; al pontificare degli ex terroristi in TV; alle tesi diffuse, secondo le quali la violenza è, in qualche modo, lecita; l'intervento volto a far sì che i magistrati si rendano conto che il loro potere si sostanzia in un autentico obbligo a por termine a quegli atteggiamenti e a quelle negligenze che minano il prestigio stesso della Magistratura.

Speriamo che questa linea possa consolidarsi; che il Presidente della repubblica, grazie a un fecondo rapporto con l'esecutivo, possa sorreggere i difficili passaggi che ci attendono e che sono necessari per riportare il Paese sulla strada virtuosa dell'operosità, che costituisce il presupposto stesso perchè possa riprendere quel processo di sviluppo che solo può permetterci di abbattere un debito pubblico abnorme, il quale ci discrimina pesantemente rispetto agli altri paesi.

Berlusconi da parte sua, ben conscio della necessità di consolidare la strada verso un sostanziale bipolarismo, nel discorso di presentazione del suo governo alle Camere, ha invocato il dialogo per addivenire alla riforma condivisa delle Istituzioni, che richiede profonde riforme alla nostra Costituzione e ai regolamenti parlamentari.

Se l'opposizione saprà essere all'altezza dei tempi; se quindi non condizionerà soluzioni condivise su questi temi ad un accordo più o meno sotterraneo sui problemi che attengono al normale governo del Paese, come accadde all'indomani della Liberazione, anche dopo che De Gasperi aveva costituito un governo che escludeva le sinistre dal Governo, la lunghissima fase di transizione dalla prima alla seconda repubblica potrà avere termine; e la nostra generazione potrà passare il testimone a quelle successive, con la serena coscienza di aver portato a termine un passaggio, essenziale per il futuro del Paese.


Faenza, 13.5.08

Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
( Avv. Gian Piero Donati)

N.B. L' editoriale del Presidente puntualizza le sue personali posizioni. Le valutazioni così espresse vogliono essere di stimolo ad interventi dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno liberamente esprimersi sulle tesi così formulate, determinando un libero dibattito, che auspichiamo potrà poi svilupparsi e intensificarsi nel tempo.

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