Ma sicuramente la Costituzione ha un pregio: di antifascismo proprio non parla. La sua XII disposizione transitoria vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista e ipotizza leggi che pongano limiti all'elettorato attivo e passivo per i
Antifascismo, del resto, non è certo sinonimo di democrazia: antifascisti erano coloro che, nella nostra regione, hanno compiuto delitti ancor più efferati di quelli nazisti e di quelli dei comunisti titini, che democratici sicuramente non erano. Lasciamo poi da parte la criminalizzazione di coloro che, a seguito dei bandi della Repubblica sociale, furono costretti ad arruolarsi; e non andiamo ad elogiare come partigiani coloro che riuscirono a sottrarsi a quei bandi, rifugiandosi sulle montagne: quasi tutti lo fecero solo perchè della guerra nessuno più voleva sentire parlare.
La vera Resistenza appartenne a pochi benemeriti: a coloro che costituirono la Repubblica dell'Ossola e ai militari che resistettero al disarmo a Cefalonia. Non sono invece degni di onore quelli che si imboscarono o che fecero mere azioni dimostrative, prive di rilievo militare, destinate solo a causare ritorsioni sulle popolazioni civili; così, chi organizzò l'attentato in Via Rasella, ha sulla coscienza la strage delle Fosse Ardeatine.
In sostanza, intendo dire che il giudizio su quanto è avvenuto, più di mezzo secolo fa, spetta agli storici, e non già ai politici: questi ultimi hanno solo il compito di affrontare e risolvere, siano essi di maggioranza o di opposizione, i problemi che il Paese si trova di fronte, nel rispetto delle rispettive posizioni: chi governa deve risolvere i problemi, seguendo le linee programmatiche sulla base delle quali ha ottenuto il consenso degli elettori. Chi è all'opposizione deve elaborare le proprie proposte, senza pretendere di imporle alla maggioranza. Quando il corpo elettorale sarà chiamato a dare nuovamente il proprio responso, potrà così concretamente valutare chi abbia meglio operato: e si aprirà una nuova legislatura. Questo è il quadro in cui si sviluppa una vera democrazia.
Chi pretende di criminalizzare la controparte; chi ammanta la propria immagine di valutazioni che nulla hanno a che fare con i concreti problemi della gente; chi parla di antifascismo, perché non ha ricette concrete per la soluzione dei problemi, fa un'opposizione sterile che mai potrà essere premiata dal consenso della maggioranza degli Italiani. Costoro inoltre, con la loro supponenza e con i loro paludamenti da illuminati, finiscono anche per privare i cittadini del diritto di vivere in una democrazia matura, nella quale è indispensabile una opposizione che sia in grado di costituire una concreta alternativa di governo.
Faenza, 20.9.08
Il Presidente del Circolo della libertà E. Sogno
( Avv. Gian Piero Donati)
N.B. L'Editoriale del Presidente esprime le sue personali posizioni. Vuole essere di stimolo ad interventi dei cittadini, e degli stessi aderenti al Circolo, che potranno esprimere liberamente il proprio parere sulle tesi così formulate, aprendo un dibattito che potrà poi intensificarsi nel tempo.
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